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Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    RILEVATO

    CHE:

    Il contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per decadenza dai benefici fiscali sulla prima casa, relativo all'atto di compravendita registrato in data (OMISSIS), per avere l'Agenzia delle Entrate accertato che l'immobile acquistato, sulla base dei dati risultanti dal Catasto, misurava oltre mq. 240 (mq. 271) ed era stato rivenduto prima di cinque anni dall'acquisto, con recupero di IVA, sanzioni e interessi;

    che la CTP di Napoli ha accolto la domanda del contribuente e la CTR della Campania, con sentenza in data 18 luglio 2011, ha accolto l'appello dell'Ufficio, ritenendo che la decadenza dai benefici prima casa sussiste in forza del fatto che l'immobile acquistato aveva superficie utile superiore a mq. 240 alla data della registrazione dell'atto a termini del D.M. LL. PP. 2 agosto 1969, art. 6, circostanza risultante dalla informativa telematica del Catasto, ritenendosi insufficienti le prove addotte dal resistente, nonchè irrilevanti le circostanze relative alle successive modifiche relative all'appartamento acquistato;

    che propone ricorso per cassazione parte contribuente affidato a tre motivi, cui resiste con controricorso l'Ufficio.

  • Diritto

    CONSIDERATO

    CHE:

    con il primo e pluriarticolato motivo il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione di legge, nonchè omessa motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio in relazione all'art. 2697 c.c.; deduce il ricorrente che la sentenza impugnata avrebbe invertito l'onere della prova; deduce, inoltre, la inconferenza della informativa catastale prodotta dall'Ufficio e la rilevanza della documentazione prodotta dal ricorrente; rileva, ancora, il ricorrente come dagli atti si ricaverebbe la prova che l'immobile avrebbe una superficie utile inferiore a mq. 240, con particolare riferimento alla circostanza in fatto che, in epoca successiva alla registrazione dell'atto di acquisto, l'immobile sarebbe stato suddiviso in due unità immobiliari, dal cui atto di divisione del (OMISSIS) risulterebbe per tabulas che le due unità immobiliari in cui fu successivamente suddiviso l'immobile acquistato nel 2004 avrebbero avuto superficie catastale complessiva inferiore a mq. 240, risultando ulteriormente come, in epoca ancora successiva, vi sarebbe stato un incremento della metratura dell'immobile compravenduto in virtù della realizzazione di soppalchi;

    che con il secondo motivo di ricorso si deduce violazione e falsa applicazione di legge, nonchè violazione dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in relazione al D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, allegato C, in tema di criteri di determinazione della superficie catastale, in combinato disposto con il D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 1, nota II-bis, della Tariffa, Parte Prima, allegata, nonchè del D.M. LL. PP. 2 agosto 1969, art. 6; deduce il ricorrente che la norma di cui al D.M. LL. PP. 2 agosto 1969, si riferisce alla superficie "utile", per il computo della quale non è sufficiente il riferimento alle sole risultanze catastali, dovendosi escludere, a termini del D.P.R. n. 138 del 1998, All. C, ai fini del computo della superficie catastale, sia alcuni locali,...

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