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Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    RITENUTO

    che:

    - la L. & L. sas ha proposto opposizione alla cartella di pagamento n. (OMISSIS), dell'importo di Euro 234.806,93, scaturente da controllo automatizzato, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, della dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2006;

    - la Commissione tributaria provinciale di Cosenza, con sentenza n. 244/13/11, depositata il 18 aprile 2011, ha accolto il ricorso con riferimento all'inesistenza della notifica della cartella esattoriale per violazione delle norme in materia di notifica degli atti giudiziari e, in particolare, per l'omessa compilazione della relata di notifica;

    - la Commissione tributaria regionale della Calabria ha riformato la pronuncia di prime cure ritenendo legittima la notifica da parte del concessionario mediante avviso di ricevimento tramite spedizione postale;

    - la società contribuente ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi;

    - l'Agenzia delle dogane e l'Equitalia Sud s.p.a. resistono entrambe con controricorso;

    - in prossimità dell'adunanza camerale, la società ricorrente ha depositato una memoria.

  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    - preliminarmente vanno respinte le eccezioni di inammissibilità del ricorso per violazione del principio di autosufficienza dei motivi per violazione dell'art. 366 c.p.c., e del principio di specificità e completezza dei motivi di ricorso, formulate nell'ambito del controricorso da parte della Equitalia Sud s.p.a. Del tutto generiche, al riguardo, risultano le doglianze prospettate, che si limitano a richiamare massime di giurisprudenza senza alcuna disamina puntuale dei motivi così come formulati dalla società contribuente. Invero, la lettura dei motivi consente di comprendere l'oggetto della doglianza e le questioni giuridiche poste;

    - con il primo motivo di ricorso si contesta la violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto (D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 10 e 11), e omessa e/o insufficiente motivazione sulla quaestio giuridica. Parte ricorrente deduce che nel proprio atto costitutivo del grado di appello aveva contestato l'inesistenza, l'inammissibilità e/o la nullità insanabile dell'atto di appello dell'Agenzia delle entrate di Cosenza per essere stato sottoscritto da S.E., quale presunto sostituto del Direttore a quella data assente. Nel giudizio di appello, pur sussistendo una puntuale contestazione, non risulta essere stata depositata una delega che attestasse la sussistenza dei poteri sostitutivi;

    - il motivo è infondato;

    - secondo la giurisprudenza di questa Corte, nei gradi di merito del processo tributario, gli uffici periferici dell'Agenzia delle entrate, secondo quanto previsto dalle norme del Reg. di amministrazione n. 4 del 2000, adottato ai sensi del D.Lgs. n. 300 del 1999, art. 66, sono legittimati direttamente alla partecipazione al giudizio e possono essere rappresentati sia dal direttore, sia da altro soggetto delegato, anche ove non sia esibita in favore di quest'ultimo una specifica delega, salvo che non sia eccepita e provata la non...

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