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Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    RILEVATO

    CHE:

    1.La società Equitalia Sud spa propone un unico motivo di ricorso per la cassazione della sentenza n. 83/6/11 del 7.10.2011, con la quale la commissione tributaria regionale della Puglia confermava la prima decisione - che aveva accolto il ricorso del contribuente avverso l'iscrizione ipotecaria sui beni del fondo patrimoniale familiare - sostenendo che i beni del fondo patrimoniale sono sottratti all'esecuzione forzata di debiti non contratti per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia e reputando tali i debiti tributari, contratti dal contribuente nell'esercizio dell'attività di impresa e quindi estranei ai bisogni della famiglia.

    La commissione tributaria regionale, in particolare, rilevava l'illegittimità dell'iscrizione ipotecaria, nonostante la sua natura cautelare tale da escluderla dagli atti esecutivi, in quanto preordinata alla successiva espropriazione forzata dei beni; ulteriormente affermando che gravasse sul presunto creditore l'onere della prova della inerenza dei debiti contratti ai bisogni della famiglia.

    Il contribuente si è costituito con controricorso.

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  • Diritto

    CONSIDERATO

    CHE:

    2.Con un unico complesso motivo di ricorso la società di riscossione lamenta la violazione dell'art. 380 c.p.c., nn. 3 e 5, denunciando congiuntamente violazione e falsa applicazione dell'art. 170 c.c. e contraddittorietà della motivazione. Per avere la Commissione tributaria incluso erroneamente l'iscrizione ipotecaria, a cui aveva riconosciuto natura cautelare, negli atti di esecuzione vietati dalla norme indicata in rubrica, deducendo che, al contrario, le misure cautelari non sono assimilabili agli atti esecutivi; e per avere affermato l'estraneità della pretesa tributaria ai bisogni della famiglia, nonostante la carenza di prova in ordine all'attinenza del debito alle necessità familiari, il cui onere gravava sul contribuente.

    3. Deve essere disattesa preliminarmente l'eccezione di inammissibilità sollevata dal contribuente giacchè la mescolanza dei motivi (dell'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5) non impedisce di enucleare le ragioni della censura.

    Infatti, nel ricorso per cassazione, i motivi di impugnazione che prospettino una pluralità di questioni sono inammissibili qualora, contraddicendo il principio di specificità, richiedano un intervento della Corte - alla quale la stessa non è tenuta e che oltre ad essere particolarmente complesso rischia di essere arbitrario - volto ad enucleare dalla mescolanza dei motivi le parti concernenti le separate censure (Cass. 14 settembre 2016, n. 18021).

    Nella specie, non si riscontrano, invece, aspetti di censura nella illustrazione della censura, dalla quale risultano chiaramente evincibili i motivi delle doglianze volte a censurare da un lato la violazione dell'art. 170 c.c. e dall'altra i principi in materia di riparto dell'onere della prova.

    4. Il motivo è fondato.

    Al riguardo, deve precisarsi che questa Corte, dopo alcuni arresti (cfr. Cass. 19667/2014, Cass. 15354/2015 e Cass. 10794/2016) che avevano affermato...

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