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Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. Con la sentenza qui impugnata, la Corte di Appello di Roma ha respinto l'appello principale proposto da D.P.C. (ed accolto invece l'appello incidentale sulle spese, proposto dalla Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.a.) avverso la sentenza con cui il Tribunale di Roma aveva rigettato la domanda di nullità delle operazioni di acquisto di obbligazioni (OMISSIS) in data 14/11/2003, fuori dai mercati regolamentati, per mancanza di un valido contratto-quadro in forma scritta (con violazione del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 23 - TUF) ed in presenza di offerta avvenuta fuori sede senza apposita clausola di recesso (in violazione dell'art. 30 TUF), nonchè le domande subordinate di annullamento del contratto per violazione degli obblighi informativi, anche sull'esistente conflitto di interessi (ai sensi dell'art. 21 TUF e degli artt. 26,27,28 e 29 del Reg. Consob n. 11522 del 1998), ovvero per errore scusabile ed essenziale, o comunque di risoluzione per inadempimento ex art. 1453 c.c., in mancanza delle qualità promesse.

    2. Avverso detta sentenza la D.P. ha proposto ricorso affidato ad undici motivi, cui la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.a. ha resistito con controricorso.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo di ricorso si deduce la "violazione del D.Lgs. 1 luglio 1998, n. 58, art. 23 (TUF) nonchè dell'art. 1350 c.c., n. 13, art. 2704c.c., comma 1, artt. 2722, 2725, 2729 c.c., nonchè falsa applicazione dell'art. 2704 c.c., comma 2, il tutto in relazione al n. 3 dell'art. 360 c.p.c., ed a proposito della non rilevata mancanza della data certa del contratto di negoziazione, diventata tale solamente quando quest'ultimo è stato prodotto in giudizio dalla banca (ex art. 2704 c.c., comma 1)". In sostanza, la ricorrente si duole che la Corte distrettuale abbia "ricavato la data certa (quella anteriore agli ordini di acquisto) dalla allegata scheda di profilazione e dalla dichiarazione del cliente di ricevuta del documento sui rischi generali dell'investimento, ambedue sottoscritti dalla ricorrente e riportanti la data della pretesa stipula del contratto di negoziazione (26.7.2000) e, soprattutto, perchè la scheda sarebbe stata "allegata" (come? con scotch, con una spilla o solo accostata?)".

    2.1. La censura - in disparte le colorite espressioni adottate - è inammissibile in quanto, sebbene veicolata come violazione di legge, investe in realtà un accertamento in fatto, non censurabile in questa sede, sulla scorta del quale il giudice di merito, dopo aver analizzato le prove documentali versate in atti - segnatamente "una copia del contratto di investimento (doc. 14 fascicolo di primo grado di parte convenuta) con allegata scheda di profilazione, quest'ultima riportante la data di compilazione", nonchè "il documento sui rischi generali dell'investimento" recante la dichiarazione della cliente "firmata e datata" - ha ritenuto "certo che il contratto di investimento sia stato stipulato in forma scritta perlomeno nella stessa data della redazione della scheda informativa".

    2. Con il secondo mezzo si deduce "omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di...

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