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Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    Che il Tribunale di Roma con la sentenza di cui in epigrafe, accolto l'appello avanzato da Paola Cappelli nei confronti di Roma Capitale ed Equitalia Sud s.p.a., annullò una cartella di pagamento avente presupposto in un verbale di contestazione di violazione del codice della strada, condannando gli appellati Roma Capitale ed Equitalia, al rimborso solidale delle spese legali;

    ritenuto che avverso la predetta statuizione Equitalia Sud propone ricorso corredato da duplice censura;

    che Roma Capitale resiste con controricorso e che la Cappelli non ha svolto difese;

    ritenuto che con il complesso censuratorio la ricorrente prospetta violazione e/o falsa applicazione dell'art. 91 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, nonchè omesso esame di un fatto controverso e decisivo, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5 assumendo che agendo la medesima quale mero riscossore, restando "del tutto estranea alla fase prodromica alla iscrizione a ruolo", priva del potere "di indagare sulla liceità o sul merito della sottostante pretesa impositiva", ad essa non poteva addebitarsi il carico, sia pure solidale, delle spese di lite, stante che l'unico responsabile avrebbe dovuto individuarsi nell'ente impositore, che aveva effettuato l'iscrizione a ruolo ed ulteriormente indugiando sul punto, evidenziando che la sentenza gravata non aveva espressamente preso in esame la questione, così omettendo di tener conto di un fatto decisivo;

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    Che la doglianza, nel suo complesso, deve essere disattesa sulla base degli argomenti di cui appresso:

    a) nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di sanzione amministrativa per violazione del codice della strada, ove il destinatario della stessa deduca la mancata notifica del verbale di accertamento dell'infrazione, come nel caso di specie, la legittimazione passiva spetta non soltanto all'ente impositore, quale titolare della pretesa sostanziale contestata, ma anche, quale litisconsorte necessario, all'esattore che ha emesso l'atto opposto e ha perciò interesse a resistere, in ragione dell'incidenza che un'eventuale pronuncia di annullamento della cartella può avere sul rapporto esattoriale (cfr., ex multis, Sez. 6, n. 15900, 26/6/2017, Rv. 644728);

    b) secondo un primo orientamento "non può conseguire la condanna alle spese in danno della parte che, pur avendo dovuto indispensabilmente partecipare al giudizio per motivi riconducibili alla ritenuta sussistenza di una ipotesi di litisconsorzio necessario, abbia posto in esser una fase procedimentale ulteriore (nell'esercizio della pretesa sanzionatoria amministrativa) su istanza di altro ente malgrado la formazione illegittima del titolo esecutivo addebitabile esclusivamente all'ente richiedente l'emissione della cartella esattoriale" (Sez. 6, n. 12385, 21/5/2013;

    c) l'opzione interpretativa sopra riportata risulta essere stata successivamente abbandonata da questa Corte, la quale ha chiarito che nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di sanzione amministrativa, anche quando l'impugnazione sia riconducibile al vizio di notifica del verbale di accertamento presupposto, eseguita dall'ente impositore, l'esattore deve rispondere delle spese processuali nei confronti dell'opponente vittorioso, in base al principio di causalità, che informa quello della soccombenza, perchè...

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