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Estremi:
Comm. trib. reg. Bologna, (Emilia-Romagna), 2018,

PRO CONTRIBUENTE
Rigetta
  • Fatto

    Con ricorso ritualmente depositato il 10/02/2017, l'Agenzia delle Entrate proponeva gravame avverso la sentenza resa dalla Commissione Tributaria di Reggio Emilia n. 245 del 12 ottobre 2017 con la quale veniva accolta l'impugnazione proposta dalla società contribuente avverso l'avviso di accertamento (omissis…) del 2016.

    In particolare, deduceva l'Agenzia la nullità del procedimento per violazione del principio del contraddittorio per avere la sentenza di primo grado dichiarato illegittimamente la mancata costituzione in giudizio dell'Ufficio in violazione dell'art. 10 del decreto Min. Economia e Finanza n. 163 e delle ulteriori disposizioni in materia del processo telematico.

    In particolare, lamentava l'Agenzia, che alla pubblica udienza la Commissione avesse esplicitamente dichiarato di non aver potuto prendere visione" dell'asserita costituzione delle relative controdeduzioni e dei documenti allegati" non essendogli stata assegnata dagli organi competenti la strumentazione hardware e software per poter accedere al sistema SIGIT"; nella decisione, riteneva nulla la costituzione dell'Agenzia in quanto intervenuta a mezzo del sistema SIGIT in ragione dell'opzione operata dalla parte ricorrente con il proprio atto introduttivo, per un processo fondato sul regime analogico delle difese, degli atti e documenti delle parti.

    Nel merito, deduceva l'illegittimità della sentenza resa per difetto di motivazione ovvero per motivazione apparente in quanto riproposizione acritica delle difese rassegnate dalla parte, dovendo invece darsi contezza dell'analitica motivazione contenuta nell'avviso di accertamento sia con riferimento analitico alle sopravvenienze attive non contabilizzate, sia con riferimento alla rettifica ai fini II. DD. e dell'IVA, delle lavorazioni di terzi non documentate, sia con riferimento alla illegittimità di ogni detrazione IVA sulla fornitura "(omissis…)", i cui pagamenti risultavano operati da altro...

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  • Diritto

    1) Le motivazioni assunte nella sentenza resa in primo grado quanto a costituzione telematica dell'Agenzia non rivestono pregio e come tali vanno disattese nella loro interezza.

    Ed invero, la Commissione di primo grado ha ritenuto che solo nell'ipotesi di notificazione del ricorso introduttivo a mezzo PEG, la costituzione in giudizio dell'Agenzia, convenuta in impugnazione, possa avvenire in maniera telematica, cioè mediante il sistema Sigit (di cui alla definizione dell'art. 3 del D.M. 23 dicembre 2013, n. 163); nell'ipotesi opposta, ovverosia laddove il ricorrente abbia provveduto all'impugnazione dell'avviso secondo le modalità ordinarie quali ad esempio il deposito del ricorso presso la controparte o l'invio, alla stessa,tramite posta ordinaria del proprio ricorso, la costituzione in giudizio debba necessariamente avvenire nelle forme ordinarie senza alcuna possibilità di utilizzazione del sistema SIGIT, mediante il consueto deposito di copia del ricorso presso la segreteria della Commissione o tramite l'invio per posta ordinaria.

    A fondamento dell'interpretazione proposta, assume la Commissione che il terzo comma dell'art. 10, nel disciplinare la costituzione in giudizio e il deposito degli atti e documenti della parte resistente e rinviando alle modalità indicate dal primo comma dell'art. 10, implicitamente ma necessariamente facoltizza la costituzione telematica in giudizio nella sola ipotesi in cui l'iter costitutivo prescelto dal ricorrente abbia riprodotto nella sua interezza la disposizione normativa del primo comma, ivi compresa la notificazione a mezzo Pec.

    L'interpretazione resa dalla Commissione è errata e merita integrale riforma.

    In primo luogo, appare invero singolare che si assegni alla previsione normativa in esame il valore precettivo derivante dall'integrale riproduzione di istituti processuali da sempre considerati in modo distinto dalla teoria processuale e dalla...

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