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Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. L'Agenzia delle entrate ricorre su un motivo per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria di 2^ grado di Bolzano che, con la sentenza n. 49/2/2012 depositata il 7.08.2012, ha confermato la decisione di primo grado che aveva annullato l'avviso di accertamento emesso nei confronti del contribuente per IRPEF relativa all'anno di imposta 2002, con il quale era stata contestata la mancata dichiarazione della plusvalenza realizzata dalla cessione di terreni edificabili nel Comune di Bolzano con contratto preliminare del 12.09.2002 e l'omessa registrazione di operazioni imponibili ai fini Iva, recuperando a tassazione le maggiori imposte.

    2. Il giudice di appello ha evidenziato che, all'epoca del contratto di vendita, il terreno in questione era inserito nel PUC quale "verde agricolo" ed ha affermato che la Deli. Giunta Comunale di Bolzano 12 settembre 2002, nella quale era inserita la variante di PUC da zona verde agricolo a zona verde pubblico in zona residenziale per l'edilizia abitativa agevolata, approvata successivamente in data 27.10.2002, non era tuttavia idonea a modificare il PUC, perchè la L. n. 248 del 2006, alla quale è stata ascritta valore interpretativo autentica, consente di verificare l'edificabilità dell'area sulla base delle previsioni dello strumento urbanistico generale alla data della cessione, non rilevando il completamento della procedura di formazione o modifica del Piano urbanistico.

    Ne ha dedotto che al momento della cessione i terreni non erano suscettibili di utilizzazione edificatoria.

    3. Il contribuente resiste con controricorso.

    Il P.G. ha concluso per il rigetto.

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    4. Con l'unico motivo si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 67, comma 1, lett. b) (già art. 81) della L.P. n. 13 del 1998, art. 87 del D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2 del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 9 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 2 della L. n. 413 del 1991, art. 11 in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Sostiene la ricorrente che, all'epoca della cessione, l'Amministrazione comunale (futura acquirente) aveva già deliberato di procedere all'acquisto dell'area, ai sensi e per gli effetti di cui alla L.P. n. 13 del 1998, art. 87, che condiziona il finanziamento provinciale appunto all'acquisto di aree suscettibili di essere destinate all'edificazione, previo cambiamento della destinazione urbanistica. Pertanto, in virtù dell'interpretazione sostanzialistica accreditata dalla giurisprudenza di legittimità, anche prima della formale approvazione da parte del Consiglio comunale, l'area avrebbe acquistato una potenzialità edificatoria economicamente apprezzabile, anche a fronte del corrispettivo effettivamente pagato.

    5. Preliminarmente deve essere disattesa l'eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dalla difesa del resistente in ragione dell'omessa indicazione della procura conferita all'Avvocatura dello Stato, attesa la soggettività giuridica dell'Agenzia formalmente distinta dall'Amministrazione statale. La giurisprudenza della Corte si è pronunciata sulla questione affermando che (cfr. Cass. n. 14785/2011; Cass. Sez. 5, Sentenza n. 22434 del 04/11/2016) in tema di contenzioso tributario, l'Avvocatura dello Stato, per proporre ricorso per cassazione in rappresentanza dell'Agenzia delle entrate, deve avere ricevuto da quest'ultima il relativo incarico, del quale, però, non deve farsi specifica menzione nel ricorsoiatteso che l'art. 366 c.p.c., n. 5), inserendo tra i contenuti necessari del ricorso "l'indicazione della...

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