ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della banca dati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

Estremi:
Cassazione civile, 2017, Vedi massime correlate
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. Con ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi, P.M., esercente l'attività di intermediario nel commercio di auto usate, impugnava la sentenza della CTR della Puglia, sezione distaccata di Lecce, n. 97/22/09 del 3/04/2009, con la quale veniva confermata integralmente la decisione della CTP di Brindisi n. 480/03/00, che aveva rigettato il ricorso dalla stessa proposto avverso l'avviso di accertamento ai fini IRPEF ed ILOR relativo all'anno 1992, con il quale le veniva contestata una maggiore imposta di Lire 54.226.000 per omessa rilevazione di costi e rimanenze iniziali, nonchè per mancata contabilizzazione di ricavi;

    2. In particolare, la CTR osservava, per quanto ancora rileva in questa sede, che la P. svolgeva una vera e propria attività di compravendita di auto usate, così come ritenuto dall'Ufficio, e non di semplice intermediazione atteso che, da un lato, non risultavano "le procure a vendere necessarie per singolo autoveicolo" e, dall'altro, le bolle di accompagnamento o la compilazione del registro di carico e scarico non costituivano "prova esaustiva perchè potrebbero essere state compilate ad hoc e, tra l'altro, non tutte recano la dizione di consegna per incarico a vendere o equivalente". Inoltre, conforterebbero l'ipotesi della compravendita anche le schede extracontabili, "sia per le riparazioni effettuate sull'autoveicolo che per l'indicazione di valori di riferimento, entrambi non concordati e senza autorizzazione del presunto proprietario". Nè vale il confronto con altre annualità di imposta, non potendo la Commissione valutare una documentazione "oggettivamente diversa anche per consistenza e numerosità".

    2.1. La CTR evidenziava, altresì, che la necessità del litisconsorzio non era stata rappresentata in sede di ricorso, con conseguente inammissibilità della relativa eccezione. Peraltro, la sig.a P. risultava fiscalmente come unica titolare dell'impresa familiare e,...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo di ricorso la ricorrente denuncia violazione, falsa applicazione ed interpretazione aberrante degli artt. 101 e 102 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4. In primo luogo si evidenzia che, trattandosi di accertamento unitario, deve necessariamente essere effettuato nei confronti di tutti i partecipanti dell'impresa familiare (la cui esistenza era nota al giudice di merito, oltre che puntualmente documentata) e non già della sola titolare dell'impresa, ricorrendo un'ipotesi di litisconsorzio necessario così come sostenuto già in primo e secondo grado; secondariamente, che il menzionato rilievo non può essere trattato alla stregua di un motivo tardivamente dedotto, trattandosi di eccezione in senso lato e, dunque, rilevabile d'ufficio.

    2. Con il secondo motivo di ricorso viene prospettata la violazione, falsa applicazione e interpretazione perplessa e pretestuosa del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, art. 5, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, e D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 40, comma 2, nonchè la motivazione insufficiente, perplessa ed erronea con riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5. Si osserva, da un lato, la carenza di motivazione in ordine alla questione relativa all'assenza di litisconsorzio necessario, che la CTR liquida sbrigativamente, e, dall'altro, la circostanza che i redditi dell'impresa familiare vanno imputati, pro quota, a ciascun compartecipante, indipendentemente dall'effettiva percezione degli stessi, sicchè le conseguenze dell'accertamento nei confronti dell'impresa familiare si riverberano inevitabilmente sui singoli partecipanti.

    3. Con il terzo motivo di ricorso la ricorrente contesta la violazione, falsa applicazione ed erronea e fuorviante interpretazione del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 53, nonchè la motivazione insufficiente con riferimento ad un punto decisivo della controversia in relazione...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Legislazione Correlata (4)

Portale (2)

please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...