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Cassazione civile, 2016, Vedi massime correlate
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. F.G., gia’ Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, convenne nel 2000 dinanzi al Tribunale di Roma la Editrice La Stampa s.p.a., Ma.Ez., in qualita’ di direttore responsabile pro tempore del quotidiano (OMISSIS), L.L.F., T.V. e M.D., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni per diffamazione in relazione ad alcuni articoli pubblicati sul detto quotidiano nel luglio 1995, nei giorni immediatamente successivi al suo arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, imputazione dalla quale nel 2000 il F. era stato assolto.

    Nel giudizio di primo grado i convenuti Editrice La Stampa s.p.a., Ma.Ez., L.L.F. e T.V. si costituirono e nominarono propri difensori gli avvocati Franco Pastore e B.F., eleggendo domicilio presso il secondo. Il M. resto’ contumace.

    Con sentenza del 27 ottobre 2005 il Tribunale di Roma rigetto’ la domanda.

    Il F. propose appello e per il relativo giudizio gli anzidetti appellati revocarono il mandato all’avv. B. e nominarono nuovo difensore, in sostituzione di quest’ultimo e in aggiunta all’avv. Pastore, l’avv. Sante Ricci, eleggendo domicilio presso quest’ultimo.

    Con sentenza del 12 luglio 2010 la Corte d’appello di Roma rigetto’ il gravame.

    2. Avverso la sentenza il F. ha proposto ricorso per cassazione, notificandolo alle parti costituite in appello nel domicilio da queste eletto per il primo grado di giudizio.

    La Editrice La Stampa s.p.a., Ma.Ez., L.L.F. e T.V. hanno resistito con controricorso, nel quale hanno esclusivamente eccepito l’inammissibilita’ del ricorso in ragione della ritenuta inesistenza della sua notificazione.

    Il M. non si e’ costituito.

    Le pani hanno depositato memorie.

    3. La terza sezione civile, con...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. Come detto in narrativa, la terza sezione civile sottopone all’esame di queste sezioni unite la questione di stabilire se la notificazione del ricorso per cassazione nel domicilio eletto per il primo grado di giudizio, quando sia stato eletto in appello un nuovo domicilio e presso un diverso difensore, sia semplicemente nulla, con possibilita’ di rinnovazione, ovvero sia inesistente, con conseguente impossibilita’ di sanatorie di sorta.

    L’ordinanza interlocutoria rileva, al riguardo, l’esistenza di un contrasto nella giurisprudenza di legittimita’.

    In sintesi, secondo un primo orientamento, la notifica dell’impugnazione, eseguita presso il procuratore cui sia stato revocato il mandato e sostituito da altro procuratore, deve considerarsi inesistente - e come tale insuscettibile di sanatoria, con conseguente inammissibilita’ dell’impugnazione - una volta che nel giudizio la controparte abbia avuto conoscenza legale di tale sostituzione. In tal caso, infatti, la notifica effettuata al precedente difensore si compie presso persona ed in luogo non aventi alcun riferimento con il destinatario dell’atto, giacche’, una volta intervenuta la sostituzione del difensore revocato, si interrompe ogni rapporto tra la parte ed il procuratore cessato, e questi non e’ piu’ gravato da alcun obbligo, non operando la proroga che si accompagna alla semplice revoca del mandato senza la nomina di nuovo difensore (la sentenza capostipite di questo orientamento e’ individuata in Cass., sez. un., n. 3947 del 1987; sono poi citate, tra altre, Cass. nn. 9147 del 2007, 3964 del 2008, 3338 del 2009, 13477 del 2012).

    Diverso orientamento, invece, ritiene nulla (e quindi sanabile), e non inesistente, la notifica eseguita presso un domicilio od un avvocato che non abbia piu’ rapporti con la parte. In...

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