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Corte europea diritti dell'uomo, 2014, Vedi massime correlate
  • Fatto

    IN FATTO

    I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE

    5. L'elenco delle parti ricorrenti figura in allegato.

    A. Il contesto della causa

    6. All'epoca dei fatti, il sig. G.G. era il presidente delle due società ricorrenti e il sig. V.M. era il procuratore della società G.A. & C. s.a.p.a.

    7. Il 26 luglio 2002, la società anonima FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) sottoscrisse un prestito convertendo con otto banche. Il contratto scadeva il 20 settembre 2005 e prevedeva che, in caso di mancato rimborso del prestito da parte della FIAT, le banche avrebbero potuto compensare il loro credito sottoscrivendo un aumento del capitale societario. Così, le banche avrebbero acquisito il 28% del capitale sociale della FIAT, mentre la partecipazione della società anonima IFIL Investments (divenuta poi, il 20 febbraio 2009, Exor s.p.a., come sarà di seguito denominata) sarebbe passata dal 30,06% al 22% circa.

    8. Il sig. Gabetti, desideroso di ottenere una consulenza legale per trovare il modo di permettere alla Exor di rimanere l'azionista di maggioranza della FIAT, si rivolse in quell'ottica ad un avvocato specializzato in diritto societario, l'Avv. G.S.. Secondo quest'ultimo, una delle possibilità era rinegoziare un contratto di equity swap (ossia un contratto che consente di scambiare la performance di un'azione contro un tasso di interesse, senza dovere anticipare denaro) del 26 aprile 2005 riguardante circa 90 milioni di azioni FIAT che la Exor aveva concluso con una banca d'affari inglese, la Merril Lynch International Ltd, e la cui scadenza era fissata al 26 dicembre 2006. A parere dell'Avv. G.S., quella era una delle strade per evitare il lancio di un'offerta pubblica di acquisto ("OPA") sulle azioni FIAT.

    9. Senza menzionare la Merrill Lynch International Ltd per timore di violare i suoi doveri di riservatezza, il 12 agosto 2005 l'Avv. G.S. chiese alla Commissione nazionale per le società e la Borsa (la...

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  • Diritto

    IN DIRITTO

    I. LE ECCEZIONI PRELIMINARI DEL GOVERNO

    A. L'eccezione del Governo relativa all'abusività del ricorso

    1. L'eccezione del Governo

    63. Il Governo eccepisce innanzitutto l'abusività, a suo dire, del ricorso, osservando che alcune informazioni riferite dai ricorrenti non sono vere o quantomeno rendono necessari dei chiarimenti. Il ricorso sarebbe stato presentato in modo da indurre la Corte in errore. Il Governo fa riferimento, in modo particolare, alle seguenti circostanze:

    i ricorrenti affermano che non vi è stata alcuna pubblica udienza dinanzi alla corte d'appello di Torino; ora, in applicazione dell'articolo 23 della legge n. 689 del 1981, tutte le udienze celebrate dinanzi a tale organo giudiziario erano aperte al pubblico; la loro affermazione sarebbe quindi falsa;

    l'ufficio IT della CONSOB ha allegato alla sua relazione istruttoria tutti i documenti dell'inchiesta, quindi anche le difese presentate dai ricorrenti;

    la lettera della CONSOB che contestava la violazione dell'articolo 187 ter punto 1 del decreto legislativo n. 58 del 1998 non era firmata dal presidente della CONSOB, bensì dal capo della divisione mercati e consulenza economica e dal direttore generale delle attività istituzionali della CONSOB; del resto, il presidente della CONSOB non ha svolto alcun ruolo nella fase che ha preceduto la decisione sull'applicazione delle sanzioni;

    ai ricorrenti è stato concesso un termine di trenta giorni per presentare eventuali osservazioni alla nota complementare dell'ufficio IT del 19 ottobre 2006, e i ricorrenti hanno presentato tali osservazioni il 24 novembre 2006 senza lamentare la limitatezza del tempo che avrebbero avuto a disposizione;

    i ricorrenti non hanno mai chiesto la convocazione e l'audizione di testimoni;

    davanti alla CONSOB, il sig. G.S. è stato accusato di avere preso parte alla decisione che ha portato alla redazione dei comunicati stampa; la...

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