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Estremi:
Cassazione civile, 2001, Vedi massime correlate
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    La PRODUZIONE INCREMENTO ATTIVITÀ INDUSTRIALI (P.I.A.I.) s.p.a., con atto dell'11 febbraio 1991, impugnò dinanzi alla Commissione tributaria di primo grado di Trieste, all'epoca operante, l'avviso di accertamento n.79-90, notificatole il 28 dicembre 1990, con il quale l'Ufficio distrettuale II.DD. di Trieste aveva rettificato la dichiarazione dei redditi da essa reclamante prodotta per il 1984, rilevando l'esistenza di imponibili da assoggettare ad irpeg e ad ilor maggiori di quelli dichiarati per suffragare l'impugnativa, dedusse, fra l'altro, esserle stato invalidamente notificato a mente dell'art. 140 cod.proc.civ., nel mancato previo esperimento della procedura notificatoria prescritta per le persone giuridiche dall'art. 145 del codice di rito, l'atto impositivo contestato, ed essere, consequenzialmente, decaduta l'amministrazione finanziaria dal diritto di esercitare la discussa potestà accertativa in ragione del maturato inutile decorso del termine di cui all'art. 43, comma 1, d.p.r. 29. XI. 1973 n.600.

    La commissione adita, con decisione dell'11 febbraio 1992, accolse l'impugnativa.

    Sull'appello dell'Ufficio distrettuale II.DD. di Trieste, la Commissione tributaria regionale del Friuli - Venezia Giulia, con sentenza del 27 settembre 1996, disatteso il gravame, confermò la pronuncia del primo giudice.

    La commissione suddetta motivò la così resa statuizione osservando dover essere "riconosciuta la fondatezza dell'eccezione preliminare di nullità della notifica dell'avviso di accertamento (in controversia), da ritenere assorbente rispetto a qualsiasi considerazione di merito": evidenziò, al riguardo, che "la notifica degli atti alle persone giuridiche deve avvenire a norma dell'art. 145 c.p.c. nella loro sede mediante consegna dell'atto al rappresentante o alla persona addetta alla sede stessa", e...

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    Il Ministero delle finanze, con il motivo articolato a supporto del ricorso, censura la sentenza nei sensi illustrati resa sulla fattispecie dalla Commissione tributaria regionale del Friuli - Venezia Giulia denunciando la inficiata da "violazione degli artt. 156, 157 e 160 c.p.c.": sulla premessa che, a mente della prima delle norme, assunte, violate, "la nullità(di un atto) non può essere mai pronunciata se l'atto ha raggiuntolo scopo a cui è destinato", e che "l'art. 160 del c.p.c., d'altro canto, prevede le ipotesi tassative di nullità della notificazione, facendo, comunque, salva l'applicazione degli artt. 156 e 157 del c.p.c.", prospetta, in definitiva, che, "nel caso di specie", concernente deduzione, non già di inesistenza ma, di nullità della discussa notificazione di avviso di accertamento, come è documentalmente provato, lo scopo della notificazione medesima è stato raggiunto", per essere stato il notificato messo in grado di avere contezza dell'atto rimessogli e di esercitare tempestivamente il diritto di impugnarlo; sostiene, quindi, che sulla base delle considerazioni che precedono, risulta di tutta evidenza che, la nullità della notifica dello avviso di accertamento risulta sanata dal comportamento del contribuente, il quale ha impugnato l'atto ritualmente e nei termini previsti dalla legge, dando oltretutto prova di ben conoscerne il contenuto, in quanto non si è limitato ad eccepire la nullità della notifica, ma ha affrontato anche il merito dei singoli rilievi, con ciò dimostrando inoppugnabilmente che l'atto ha raggiunto lo scopo cui era destinato".

    La censura non coglie nel segno e va disattesa.

    A) - La declaratoria della nullità originaria della notificazione del discusso avviso di accertamento risultante dalla sentenza impugnata non viene contestata nella presente sede dalla p.a. ricorrente, e, pertanto,...

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