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Estremi:
Cassazione civile, 2010,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La controversia concerne l'impugnazione di due avvisi di rettifica parziale per gli anni 1995 e 1996 con cui l'Ufficio IVA recuperava a tassazione redditi ritenuti sottratti all'imposizione per omessa contabilizzazione di ricavi da parte della società contribuente.

    La Commissione adita accoglieva l'eccezione preliminare della società contribuente, che lamentava l'omessa convocazione da parte dell'Ufficio, nonostante fosse stata proposta istanza di accertamento con adesione, mandando all'Ufficio delle Entrate di Torino di provvedere, ora per allora, sull'istanza di accertamento con adesione.

    L'Amministrazione appellava in via principale dolendosi del fatto che il giudice di prime cure si era limitato a statuire sull'eccezione preliminare senza alcun esame dei rilievi mossi dalla contribuente al procedimento di constatazione e di accertamento, da considerarsi pienamente legittimo. La contribuente proponeva a sua volta appello incidentale eccependo in via preliminare l'inammissibilità dell'appello principale ed, in via subordinata, chiedendo la riforma della sentenza di primo grado, riproponeva tutte le censure già svolte in primo grado.

    La Commissione tributaria regionale rigettava l'appello dell'Ufficio ed accoglieva nel merito quello incidentale della società contribuente. Avverso tale decisione il Ministero dell'Economia e delle Finanza e l'Agenzia delle entrate, utilizzando la sospensione dei termini prevista dalla L. n. 289 del 2002, art. 16, proponevano ricorso per Cassazione, con unico motivo, con cui evidenziava violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 54, comma 2, nonchè omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione in ordine ad un punto decisivo della controversia.

    L'intimata si costituiva presentando...

  • Diritto

    MOTIVAZIONE

    1. Va disposta preliminarmente la riunione del ricorso principale e del ricorso incidentale ai sensi dell'art. 335 c.p.c..

    2. Altrettanto preliminarmente va rilevata l'inammissibilità del ricorso principale del Ministero dell'Economia e delle Finanze: nel caso di specie al giudizio di appello ha partecipato l'Ufficio periferico di Torino 3 dell'Agenzia delle Entrate (successore a titolo particolare del Ministero) e il contraddittorio è stato accettato dal contribuente senza sollevare alcuna eccezione sulla mancata partecipazione del dante causa, che così risulta, come costantemente ha rilevato la giurisprudenza di questa Corte (ex plurimis, v. Cass. n. 3557/2005), estromesso implicitamente dal giudizio, con la conseguenza che la legittimazione a proporre il controricorso (così come il ricorso per cassazione) spettava alla sola Agenzia. Sul punto va disposta la compensazione delle spese stante il consolidamento del principio affermato in epoca successiva alla proposizione del ricorso.

    Può quindi essere esaminata la questione per la quale la causa è stata rimessa alle Sezioni Unite.

    3. Il punto di partenza per la soluzione della questione sottoposta all'esame di queste Sezioni Unite non può che essere la richiamata sentenza della Corte di Giustizia. Si tratta di una sentenza pronunciata in una procedura di infrazione promossa dalla Commissione per incompatibilità dell'art. 8 ("Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi", che consente ai contribuenti, per i quali non ricorrono le circostanze elencate nel comma 10 della medesima norma, di presentare una dichiarazione integrativa relativamente ai periodi di imposta per i quali i termini per la presentazione della dichiarazione siano scaduti entro il 31 ottobre 2002) e art. 9 ("Definizione ...

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